Il museo

Il Museo della Città “Lin Delija-Carlo Cesi” è uno dei due Musei della città di Antrodoco, fondato nel 2002 dal Comune grazie alla generosità di collezionisti privati, ha il compito di conservare, tutelare e rendere fruibili le opere e gli oggetti in esso contenuto. 

Oltre a raccogliere, tutelare e conservare le testimonianze, le opere e gli oggetti che contribuiscono al suo allestimento, costituisce  il principale polo di salvaguardia e documentazione della realtà territoriale, realizza attività volte alla promozione culturale e turistica del territorio ed è un punto di riferimento per ogni attività di ricerca scientifica nel settore dei beni culturali.

Il museo nasce con l’intento di porre in dialogo l’arte di Carlo Cesi e quella di Lin Delija, pittori assimilati da un territorio e dall’arte sacra. 

E’ scopo del museo facilitare e sviluppare la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali in tutte le loro forme e manifestazioni, nonché documentare la storia e la cultura di cui esso è espressione.

Carlo Cesi

Carlo Cesi nacque ad Antrodoco nel 1626, studiò disegno e pittura a Rieti, per poi trasferirsi, ancora giovane, a Roma , dove fu allievo di Pietro da Cortona e, grazie al quale, ottenne le prime commissioni.  Di questa produzione giovanile è andato tutto perduto o comunque è difficilmente identificabile, a causa della scarsità di notizie. Fu però un artista di successo sia per la produzione di affreschi (come il “giudizio di Salomone” nel palazzo del Quirinale di Roma)  che per la produzione pittorica (come il trittico dell’Accademia di Francia o “Lo sposalizio mistico di Santa Caterina” in Santa Maria della Pace).

Ma la sua fama è legata soprattutto alla sua attività di incisore, realizzò, infatti, numerose riproduzioni di affreschi dei grandi maestri del primo Seicento romano.

Si dedicò per molti anni all’insegnamento, fu investito dell’onorificenza di camerlengo dell’arte dei pittori fino al 1670 e nel 1675 principe dell’Accademia di San Luca. 

Morì a Rieti nel 1681.

Lin Delija

Lin Delija nacque a Scutari, in Albania, nel 1924, studiò presso scuole francescane, per poi arruolarsi forzosamente nell’esercito, dal quale a diciotto anni disertò per fuggire in Croazia, dove frequentò l’accademia d’arte di Zagabria. 

Dopo avventurose peregrinazioni arrivò a Roma, dove grazie ad una borsa di studio, terminò la formazione artistica all’Accademia di Belle Arti, con, tra gli altri, il pittore Mario Mafai. E’ in questo periodo che entrò in contatto con altri intellettuali albanesi profughi. Dopo essersi diplomato all’Accademia, partecipò a numerose mostre collettive ed espose in alcune delle gallerie italiane più importanti. 

Nel 1963 si trasferì definitivamente ad Antrodoco, dove continuò a lavorare instancabilmente e ad esporre, in tutta Italia in mostre personali e collettive, arrivando anche a New York. 

Negli ultimi anni, rivolse la sua esperienza all’insegnamento, fondando, ad Antrodoco, la libera accademia di Villa Mentuccia.

Morì a Roma nel 1994.

Dall’estate 2016 il Museo è parte del SIMBAS – Sistema Territoriale Integrato dei Musei e delle Biblioteche dell’Alta Sabina e del Cicolano, numerosi sono gli enti aderenti al sistema territoriale, in collaborazione con i quali, ogni anno vengono svolte numerose iniziative condivise anche grazie ai progetti realizzati a valere sui fondi della Regione Lazio destinati ai Sistemi di Servizi Culturali.

Il Sistema ha lo scopo precipuo di valorizzare e contribuire a tutelare i beni culturali, offrendone una fruizione qualificata alle comunità di riferimento e a quanti vogliano conoscere il nostro territorio.

La varietà dell’offerta culturale messa in campo dalle diverse anime del SIMBAS riflette la vasta e diversificata area in cui operano le strutture culturali. Il territorio di riferimento, che si caratterizza per una bassa densità di popolazione e per l’esistenza di centri molto piccoli, necessita di un forte sostegno alle biblioteche, ai musei, agli archivi, che costituiscono, più che altrove, luoghi di diffusione culturale e di aggregazione sociale, nonché servizi essenziali per la partecipazione e la crescita collettiva.